Come rilevato da molti (ad esempio, Loredana Niculae sul suo blog) le presentazioni PowerPoint annoiano molti e convincono pochi. Allora perche' si riproducono come un virus?
Elenchiamo prima i benefici di uno slideshow: se si usano le presentazioni, dei buoni motivi ci sono.
- sintesi
- maggior chiarezza del messaggio attraverso schematizzazione e semplificazione
- supporto alla comunicazione verbale per l'oratore, ma anche per il pubblico
- uso di grafica, e a volte multimedialita', a supporto del testo
Cio' e' vero se si rispettano i criteri con cui una presentazione dovrebbe essere fatta:
- massimo 15 slide
- massimo 3-4 punti per slide
- massimo 3-5 parole per punto
- grafica (diagrammi e foto) a supporto del testo
- non piu' di venti minuti per l'intera presentazione
- non ha senso stampare e distribuire la presentazione: e' come consegnare l'indice di un libro: manca il libro!
State pensando che nessuno rispetta questi criteri? Avete ragione. Per questo motivo la maggior parte delle presentazioni sono tempo sprecato per chi le fa, e una fatica aggiuntiva per chi deve seguirle (oltre ad ascoltare l'oratore).
Tutti fanno decine di slide, piene di testo, parlano per quasi un'ora e vi lasciano una copia della presentazione. Perche'? Ecco alcune supposizioni.
Lo speaker vuole:
- dire tutto quello che crede si debba per forza conoscere (in totale autoreferenzialita')
- avere tutto messo per iscritto sul PowerPoint (non fidandosi delle sue capacita' oratorie)
- ribadire i concetti (pensando che questo sia convincente)
- avere un approccio didattico (pensando che sia efficace spiegare, spiegare, spiegare)
Tutto sbagliato. Come sa chiunque partecipi a riunioni ed eventi, il tempo di attenzione dura pochissimo, la quantita' di informazioni registrabili e' molto inferiore alla quantita' di informazioni comunicate, l'effetto emotivo e comunicativo di un simile approccio e' pessimo. Per questo proviamo a ribadire il concetto, nella speranza che una cura ci sia, e col tempo si affermi. Del resto,
PowerPoint esiste solo dal 1987, quindi non ha nemmeno 25 anni, ed e' diventato una piaga in termino di abuso da meno di dieci anni. Ci vorra' tempo.
Nel frattempo, cosa possono chiedere le aziende ai loro consulenti marketing? Innanzitutto una sforbiciata ai testi, una conversione dei punti salienti in slogan ad effetto, in modo da essere brillante nel linguaggio e soprattutto non ricalcare esattamente cio' che l'oratore sta dicendo gia' a voce. Volete di piu'? Trattare ogni concetto come una pagina pubblicitaria: grafica e testo con il valore aggiunto della creativita', poche parole, pochi secondi per afferrare il tutto, ma afferrarlo bene.
Cosa chiedono di solito i clienti, invece? Sistemare le immagini e i diagrammi, mettere gli effetti di transizione (a che servono?), aggiungere video (va bene, ma con moderazione, il video e' un altro tipo di comunicazione).
Auguri a tutti, soprattutto se avete un meeting tra poco.