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		<title>Dopo la generazione X e Y, è l&#8217;ora della Social Commerce Generation?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[commercio sociale]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recente indagine della Nielsen afferma che oggi il 78 % dei consumatori, per i consigli d’acquisto, fa riferimento a recensioni presenti on line, mentre solo il 14 % è influnzato dalla pubblicità; questo dimostra che il mondo è cambiato e che siamo giunti nell’era del commercio sociale. Alla base del commercio sociale c’è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="   alignleft" src="http://www.retailspace.it/wp-content/uploads/2011/02/social-shopping-e1298654476603.jpg" alt="Social Commerce Generation" width="250" /></p>
<p>Una recente indagine della Nielsen afferma che oggi il 78 % dei consumatori, per i consigli d’acquisto, fa riferimento a recensioni presenti on line, mentre solo il 14 % è influnzato dalla pubblicità; questo dimostra che il mondo è cambiato e che siamo giunti nell’era del <strong><em>commercio sociale</em></strong>.</p>
<p>Alla base del commercio sociale c’è la concezione che la gente si fidi di ciò che dicono altre persone, questo vorrà dire che nel futuro, non saremo più noi a ricercare nuovi prodotti, ma saranno loro che ci troveranno per primi, senza compiere il minimo sforzo e sarà possibile grazie a quel telefono senza fili, attuabile in rete.<span id="more-832"></span></p>
<p>L’evoluzione delle abitudini dei consumatori incide notevolmente sul modo di fare business delle aziende, a tal proposito le società dovranno creare prodotti e servizi di qualità e non potranno più affidarsi unicamente a campagne pubblicitarie di successo.</p>
<p>Qualora si proporrà un nuovo prodotto sul mercato, i responsabili marketing dovranno incentivare  gli utenti, attraverso canali pubblicitari disparati, affinché recensiscano i loro prodotti o servizi; al di là dell’esito positivo, negativo o neutro che verrà prodotto, l’importante è condurre ad un successo virale.</p>
<p>Nell’era del Web 2.0 le organizzazioni dovranno pianificare i loro brand in un ottica differente, non dovranno trascurare l’importanza di essere aggiornati costantemente su quanto dicono e scrivono i consumatori sui loro brand e influenzare positivamente gli opinion maker: una solida reputazione è un bene intangibile, ma produce risultati concreti e di lungo periodo. A tal fine  diventa sempre più importante per le aziende <strong><em>monitorar</em>e</strong> la <strong><em><a title="Brand Reputation Tools" href="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/downloads/2011/05/brand-reputation-tools.pdf" target="_blank">brand reputation</a></em> </strong>sui media, avendo cosi la consapevolezza delle opinioni degli utenti più attivi, in modo da poter orientare la propria comunicazione nel modo più proficuo possibile.<br />
Oltre al monitoraggio è necessario anche <strong><em>condividere </em></strong>con i consumatori le fasi di ideazione di nuovi prodotti e servizi, annunciando regolarmente le iniziative che si vogliono intraprendere. L’ultimo step da compiere per migliorare la propria reputazione è <strong><em>intervenire</em></strong> alle discussioni sui blog e sui vari social network, in modo da cogliere quante più informazioni utili per ridurre eventuali percezioni negative e soprattutto esaltare quelle positive.<br />
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		</item>
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		<title>Campagne di e-mail marketing: gli errori più comuni</title>
		<link>http://www.primamedia.it/campagne-di-e-mail-marketing-gli-errori-piu-comuni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=campagne-di-e-mail-marketing-gli-errori-piu-comuni</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 09:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[approccio semiotico]]></category>
		<category><![CDATA[Campagne email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[errori]]></category>

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		<description><![CDATA[L’email marketing è un eccellente mezzo di comunicazione, ma nasconde diverse insidie. Prima di avviare una campagna di email marketing è necessario analizzare alcuni degli errori più comuni. Finora noi ne abbiamo identificati alcuni, ma non c’è dubbio che la lista possa arricchirsi sempre di più… &#160; Aspettarsi il successo immediato Bisogna focalizzarsi sul messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/2011/12/Email-Marketing-Campaigns.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-800" src="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/2011/12/Email-Marketing-Campaigns-300x225.jpg" alt="Campagne di e-mail marketing: gli errori più comuni " width="199" height="153" /></a></p>
<p>L’email marketing è un eccellente mezzo di comunicazione, ma nasconde diverse insidie. Prima di avviare una campagna di email marketing è necessario analizzare alcuni degli errori più comuni.</p>
<p>Finora noi ne abbiamo identificati alcuni, ma non c’è dubbio che la lista possa arricchirsi sempre di più…<span id="more-799"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="marketing">
<li><strong>Aspettarsi il successo immediato</strong><br />
Bisogna focalizzarsi sul messaggio e restarne fedele: i risultati arriveranno, ma c’è bisogno di tempo, perseveranza e tanta pazienza!</li>
<li><strong>Selezionare il target sbagliato</strong><br />
Bisogna identificare un target di audience specifico a cui indirizzare il proprio messaggio. Non occorre raggiungere più persone possibili se queste non rientrano nel target di riferimento.</li>
<li><strong>Supporre che i proprietari delle aziende ne sappiano di più</strong><br />
Nella maggior parte dei casi il proprietario dell’azienda non è in grado di sapere quale soluzione sia la più adatta, infatti questo è il motivo per cui ci sono persone da lui incaricate a svolgere specifici lavori.</li>
<li><strong>Generalizzare nelle descrizioni</strong><br />
I service provider hanno difficoltà a mostrare i benefici dei loro prodotti perché il prodotto non può essere visto. Per questo è importante essere specifici nel descrivere il prodotto ed evitare generalizzazioni.</li>
<li><strong>Singole email invece di email campaign</strong><br />
I messaggi sono come pezzi di un puzzle: hanno bisogno di tempo per essere messi insieme. Il messaggio non è un elemento singolo, ma deve far parte di un insieme strutturato - un mondo che si costruisce nel tempo.</li>
<li><strong>Gestire le campagne di email marketing non considerando il contesto<br />
</strong>Bisogna avere una visione d’insieme: ogni azienda fa parte di un mercato più grande che ne influenza le attività, conoscere questi contesti aiuta a comunicare il messaggio in tono appropriato.</li>
<li><strong>Ignorare le parole ad alto impatto</strong><br />
La parola d’ordine dell’e-commerce è persuasione: condurre i potenziali clienti ad acquistare ciò che si pubblicizza. È per questo fondamentale l’utilizzo di parole che veicolino il significato del messaggio e che stimolino all’azione del comprare. Un approccio semiotico nell’utilizzo di alcune parole piuttosto che altre significa esplicitarne la dimensione strategica in quanto fenomeno comunicativo globale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Addio vecchio portafoglio!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 13:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[contactless]]></category>
		<category><![CDATA[Google wallet]]></category>
		<category><![CDATA[mobile commerce]]></category>
		<category><![CDATA[pay pass]]></category>
		<category><![CDATA[portafoglio virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo è pronto al mobile commerce, lo dimostra la crescita esponenziale dell’utilizzo dello smartphone e le centinaia di migliaia di luoghi già abilitati al PayPass e quindi ad accettare i pagamenti contactless. Qui entra in gioco Google Wallet, che è un app per android che trasforma i telefoni dei clienti nei loro portafogli, rendendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/-mTkogAU2cTA/TeSaKAkctpI/AAAAAAAAA80/qYiAJJen6W8/s1600/Google_Wallet.jpg" alt="Il portafoglio virtuale" width="194" height="143" />Il mondo è pronto al <strong><em>mobile commerce</em></strong>, lo dimostra la crescita esponenziale dell’utilizzo dello smartphone e le centinaia di migliaia di luoghi già abilitati al <em><strong>PayPass </strong></em>e quindi ad accettare i pagamenti <strong><em>contactless</em></strong>.</p>
<p>Qui entra in gioco <strong><em><a title="Google Wallet" href="http://www.google.com/wallet/" target="_blank">Google Wallet</a></em></strong>, che è un <strong><em>app</em></strong> per android che trasforma i telefoni dei clienti nei loro portafogli, rendendo i pagamenti in-store facili e veloci.</p>
<p>Questo prodotto può aiutare le aziende a fare più affari con minori investimenti. Il mondo dello shopping sta cambiando, pertanto bisogna cogliere questa opportunità e far parte del movimento del mobile commerce.<span id="more-787"></span></p>
<p>Potrete servire al meglio e in modo più sicuro i vostri clienti. Pagare con Google Wallet consente di far risparmiare tempo a voi aziende e ai vostri acquirenti; non ci saranno più le inefficienze dovute ai pagamenti con le carte, denaro contante, e buoni, i clienti possono semplicemente pagare con i loro telefoni. L’utilizzo di questo sistema protegge i pagamenti dei consumatori poiché le informazioni sulla carta di credito sono memorizzate in un chip isolato dal resto dei componenti e dallo stesso sistema operativo del telefono e solamente le applicazioni autorizzate, come Google Wallet, possono accedere ai dati memorizzati sulla carta di credito, e questo dovrebbe evitare la clonazione dei dati.</p>
<p>Sincronizzare la tecnologia di Google Wallet con opportune strategie di marketing è sicuramente una strategia redditizia per il vostro business.</p>
<p>Vi suggeriamo di proporre dei <em>programmi fedeltà ad hoc</em> per questa nicchia di consumatori emergenti in modo da indirizzarli nei vostri punti vendita e poiché sarà possibile memorizzare anche le carte fedeltà sui loro telefoni, avrete maggiori possibilità di non farveli sfuggire, proponendo loro delle offerte personalizzate.</p>
<p>Il lancio e i primi utilizzi di questa applicazione innovativa sono, ovviamente, prerogativa del mercato americano, non resta allora che attendere con prontezza le prime implementazioni della tecnologia in Italia.</p>
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		<title>Fare Business con un Tweet!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[business marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottenere contatti e costruire il proprio business divenendo parte di social network come Twitter, rappresenta un concetto decisamente innovativo per le aziende di oggi. Invece di chiedersi perché lo si dovrebbe utilizzare, la domanda giusta da porsi è: come può essere utile per raggiungere i vostri obiettivi di marketing? Ve ne proponiamo alcuni: - essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottenere contatti e costruire il proprio business divenendo parte di social network come <em>Twitter,</em> rappresenta un concetto decisamente innovativo per le aziende di oggi.</p>
<p>Invece di chiedersi perché lo si dovrebbe utilizzare, la domanda giusta da porsi è: <em>come può essere utile per raggiungere i vostri obiettivi di marketing?</em> Ve ne proponiamo alcuni:</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.iljournal.it/wp-content/uploads/2011/01/twitter-03.gif" alt="Fare Business con un Tweet!" width="200" />- essere collegati ad un network costituito da attori del vostro settore, per poter condividere ed esprimere la vostra posizione;<br />
- poter avere accesso immediato a ciò che è stato detto circa la vostra organizzazione, le persone, i prodotti e il brand;<br />
- proporre un flusso costante di idee, contenuti, link e suggerimenti relativi al business in cui operate;<br />
- monitorare ciò che viene detto circa i vostri clienti per aiutarli a proteggere i loro marchi;<br />
- promuovere i vostri prodotti e servizi.<br />
<span id="more-757"></span><br />
Prima di catapultarsi nel mondo di Twitter è importante identificare almeno un obiettivo dalla lista qui sopra e concentrare gli sforzi nell’imparare ad utilizzare il tool a tal fine.</p>
<p>È indispensabile crearsi un account con il marchio aziendale, in modo tale che tutti i dipendenti possano indirizzare dei tweet qualora trovino dei contenuti interessanti da segnalare e, con l’ausilio di una serie di applicazioni, potrete mettere in atto la vostra strategia<em>. </em>Un esempio è dato da<em> <span style="text-decoration: underline"><a title="Vai al sito di Tweetdeck" href="http://www.tweetdeck.com/" target="_blank">Tweetdeck</a></span></em><span style="text-decoration: underline">,</span> un desktop dashboard che vi consente di effettuare delle ricerche per parole chiave e di intervenire direttamente. Per monitorare le citazioni al vostro brand, soprattutto se vengono effettuate da clienti e poter offrire loro supporto, <em><span style="text-decoration: underline"><a title="Vai al sito di Splitweet" href="http://it.splitweet.com/" target="_blank">Splitweet</a></span></em><span style="text-decoration: underline"> </span>è ideale per questa funzione.</p>
<p>Inoltre un tool utile a costruire la vostra rete di contatti è <em><span style="text-decoration: underline"><a title="Vai al sito di Twellow" href="http://www.twellow.com/" target="_blank">Twellow</a></span></em>,  paragonabile ad una rubrica telefonica, dove i soggetti sono ordinati in base al settore di appartenenza. Potrete visualizzare il profilo di ciascuno di loro, incluso il numero di follower che essi hanno. Alle volte seguire persone con un gran numero di following può indurre le persone a seguirvi. Essere sempre attivi nella community e pubblicare dei tweet almeno 3-4 volte al giorno è utile per attirare nuovi seguaci a creare un dialogo con loro.</p>
<p>Un’ulteriore caratteristica di twitter sono le <em>liste</em> con cui è possibile raggruppare gli utenti e con un solo clic visualizzare i Tweet provenienti da un vostro gruppo, potrete promuovere le vostre liste di fornitori e clienti o sponsorizzare un evento. Aggiungere una persona ad una lista non è necessariamente come seguirla: potete seguire i tweet di una persona solo da una lista e non ricevere i suoi aggiornamenti nella cronologia.</p>
<p>Tutte queste attività, se svolte in modo coerente con le politiche aziendali, aumenteranno il vostro raggio di visibilità e di conseguenza faranno emergere nuove opportunità di sviluppo del vostro marchio.<br />
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		</item>
		<item>
		<title>iPhone amore mio&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bonus tracks]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[The New York Times]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recentissima ricerca  effettuata da Martin Lindstrom del The  New York Times definisce l'attaccamento del possessore di iPhone al suo iPhone come vero amore, un amore con la A maiuscola. Il quotidiano definisce la devozione del consumatore  non come una dipendenza, ma piuttosto come uno dei rapporti personali più cari: l'Amore, tanto che persone che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="iPhone" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTdKYHPNzaz6oA2rve8pmhYsfrG3t0K5nbsdcTUzvTB5h3g9HpMxpcMGaWYPw" alt="" width="217" height="167" />Una recentissima ricerca  effettuata da <strong>Martin Lindstrom</strong> del <em>The  New York Times</em> definisce l'attaccamento del possessore di iPhone al suo iPhone come vero amore, un amore con la A maiuscola.</p>
<p>Il quotidiano definisce la devozione del consumatore  non come una dipendenza, ma piuttosto come uno dei rapporti personali più cari: l'Amore, tanto che persone che lasciano accidentalmente a casa il proprio iPhone dichiarano di sentirsi <em>stressati </em>e<em> tagliati fuori</em>. Poi ci sono quelli che sentono una vibrazione inesistente (vibrazione fantasma) o chi continua a maneggiare il telefono credendo che stia arrivando un messaggio.<span id="more-717"></span></p>
<p>Lindstrom ha inoltre studiato il comportamento di 20 neonati con un'età  compresa tra i 14 e 20 mesi, dando a ognuno di loro un BlackBerry. I bambini hanno cominciato a strisciare le dita sugli schermi in stile iPhone, come se le nuove generazioni fossero nate per navigare in modalità Apple. Mentre in un altro esperimento è stata fatta una classifica dei suoni che le nostre orecchie prediligono, la suoneria del proprio cellulare si trova al terzo posto.</p>
<p>Lo smartphone innesca la corteccia insulare del cervello (Insula cerebrale), che è asscociata ai sentimenti di amore e compassione. Quando una persona abbraccia una nuova tecnologia in questo modo rischia di essere tagliato fuori dall'interazione umana, poiché per molta gente l'iPhone è come il miglior amico, il partner o il compagno. Quindi la cosa migliore, secondo Lindstrom, è spegnere un po' il proprio dispositivo e amare nel modo tradizionale.<br />
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		</item>
		<item>
		<title>Social games in espansione, addio console</title>
		<link>http://www.primamedia.it/social-games-in-espansione-addio-console/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=social-games-in-espansione-addio-console</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[gamification]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[social games]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un recente studio americano effettuato da Information Solutions, e commissionato dalla start-up californiana Kabam, sempre più utenti dei social network utilizzano i cosiddetti "social games", a discapito dei tradizionali giochi da console. Kabam ha infatti visto aumentare da 25 a più di 400 dipendenti nell'ultimo anno, tra i giochi più conosciuti e utilizzati ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://media.desinformado.com/wp-content/uploads/2010/05/zynga-farmville.jpg"><img class="alignleft" title="Social games" src="http://media.desinformado.com/wp-content/uploads/2010/05/zynga-farmville.jpg" alt="Social games" width="235" height="180" /></a>Da un recente studio americano effettuato da Information Solutions, e commissionato dalla start-up californiana Kabam, sempre più utenti dei social network utilizzano i cosiddetti "social games", a discapito dei tradizionali giochi da console.</p>
<p>Kabam ha infatti visto aumentare da 25 a più di 400 dipendenti nell'ultimo anno, tra i giochi più conosciuti e utilizzati ci sono Kingdoms of Camelot e Glory of Rome. Inoltre ha ottenuto 85 milioni di dollari da diversi finanziatori per creare ulteriori giochi sociali.<span id="more-696"></span></p>
<p>Secondo la <a title="Scarica il PDF della ricerca" href="https://www.kabam.com/corporate/files/2011/09/2011-Kabam-ISG-Social-Games-Research-Results-Industry-Version.pdf" target="_blank">ricerca </a>il 41% dei utilizzatori di internet americani sta attivamente giocando su un social network (SGP = social game players). Di questi vengono distinti i giocatori casuali e gli hardcore; tra i casual gamer il 61% è femmina, mentre tra gli hardcore gamer il 55% è maschio. Tra i casual oltre il 40% dei giocatori  supera i 5o anni, mentre tra gli hardcore le diverse fasce di età di suddividono abbastanza equamente, con una leggera prevalenza (33%) degli under 30.<br />
Circa il 24% dei giocatori hardcore risulta che abbiano diminuito il lasso di tempo che passano a giocare su altre piattaforme, e il 22% di loro ha risparmiato la quota di denaro che spendeva per i videogiochi.<br />
Il 30% degli hardcore gioca più di un'ora al giorno.</p>
<p>Con la loro passione per i videogiochi i <strong>giocatori hardcore </strong>sono soliti trascorrere molto tempo sui  siti di social network come Facebook o Google+, e fra i tanti giochi messi a disposizione, riescono a gestirne anche 4 contemporaneamente. Ci si aspetta un grande slancio nel futuro prossimo dell’attività degli sviluppatori di <strong>giochi di ruolo</strong> e <strong>giochi d’azione</strong> per i social network, e anche per questo le aziende si stanno interessando alla <strong>Gamification</strong>, che da definizione <em>applica le meccaniche di gioco ad attività non ludiche per modificare il comportamento delle persone. Se usato in ambito commerciale, il termine gamification si riferisce al processo che mira ad integrare le dinamiche di gioco (e le meccaniche di gioco) in siti web, servizi commerciali, community online, portali di contenuto o campagne marketing per stimolare la partecipazione e il coinvolgimento.</p>
<p><img class="alignnone" title="Gamification" src="http://www.socialmediascape.org/wp-content/uploads/gamification-1024x405.jpg" alt="" width="500" /></em><br />
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		<title>Timeline: La nuova App di Facebook che piace agli hacker</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Timeline]]></category>

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		<description><![CDATA["La storia della vostra vita" così ha definito Mark Zuckerberg la nuova applicazione di Facebook, Timeline, disponibile da poche settimane sul noto social network. Ma secondo Sophos, esperti di sicurezza web, "Tutte le informazioni sono certamente già presenti in Facebook, ma ora non lo sono in un formato così facile e accessibile", e sembra essersene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>"<em>La storia della vostra vita</em>" così ha definito Mark Zuckerberg la nuova applicazione di Facebook, <strong>Timeline</strong>, disponibile da poche settimane sul noto social network.</p>
<p>Ma secondo <strong>Sophos</strong>, esperti di sicurezza web, <em>"Tutte le informazioni sono certamente già presenti in Facebook, ma ora non lo sono in un formato così facile e accessibile"</em>, e sembra essersene accorto anche Zuckerberg, dato che casualmente è stato disabilitata la possibilità di lasciare un commento nella pagina del video su YouTube<em>.<span id="more-677"></span><br />
</em></p>
<p><img class="alignleft" title="Timeline facebook" src="http://sophosnews.files.wordpress.com/2011/09/gc-timeline1.jpg?w=640" alt="" width="383" height="274" />Secondo l'azienda questa applicazione renderà ancora più facile il lavoro degli hacker, incoraggiando gli utenti ad aggiungere informazioni. I malintenzionati potrebbero venire facilmente a conoscenza di dati personali degli utenti, dato che spesso le persone utilizzano le informazioni personali per creare le password, abbassando quindi il livello di sicurezza.</p>
<p>Inoltre, sempre secondo Sophos, le informazioni potrebbero essere usate per stalking, mobbing e concorrenza sleale da parte di colleghi. Ovviamente ci saranno i settaggi di sicurezza di Facebook, ma Sophos non è ottimista riguardo all'utilizzo di questi  da parte dell'utente medio.</p>
<p>Chester Wisniewski, consulente di sicurezza senior di Sophos, dice "<em>Chiamateci pure paranoici o prudenti, ma il </em><em>rischio</em><em> non ha mai attraversato  la mente del 99% delle persone...</em>".</p>
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		<title>nella testa di un genio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 12:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bonus tracks]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[biografia Steve Jobs]]></category>
		<category><![CDATA[Jobs]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una pessima biografia italiana, (''Giu' le mani dal guru'') ecco un'altra biografia non autorizzata del geniale, dispotico e mitico Steve Jobs. Scritta un paio di anni fa da Kahney Leander ed edita da Sperling &#38; Kupfer, ha il solito difetto di esaltare la figura carismatica e unica al mondo del fondatore di Apple e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/2011/07/Steve-Jobs.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-638" title="Steve Jobs" src="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/2011/07/Steve-Jobs-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo una pessima biografia italiana, (''Giu' le mani dal guru'') ecco un'altra <strong>biografia</strong> non autorizzata del geniale, dispotico e mitico <strong>Steve Jobs</strong>. Scritta un paio di anni fa da <a title="Leander Kahney" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Leander_Kahney">Kahney Leander</a> ed edita da Sperling &amp; Kupfer, ha il solito difetto di esaltare la figura carismatica e unica al mondo del fondatore di Apple e Pixar e la storia ineguagliabile del Macintosh (e poi di Ipod e Iphone, insomma gli oggetti tecnologici che hanno rivoluzionato gli ultimi trent'anni di storia).</p>
<p>Non racconteremo i contenuti del libro, abbastanza ben scritto e comunque interessante - anche se un po' ripetitivo in alcune parti - ma ci colpisce trovare un riscontro ad una sensazione che aleggia da tempo nell'aria. E che non riguarda solo la questione se sia meglio Apple o Microsoft, a livello di sistema operativo, dal punto di vista dell'utente. Riguarda piuttosto la filosofia che differenzia il detentore dell'86 percento del mercato da quello che ha l'8 percento  (<a title="sistemi operativi dati di mercato" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Usage_share_of_operating_systems">dati Wikipedia</a>). E il fatto che la mentalita' di Microsoft, unita alla discrezionalita' del monopolista, ha creato una distorsione dell'innovazione e un ostacolo alla vita di tutti noi.</p>
<p><span id="more-637"></span>In altre parole il vecchio motto di <strong>Gates</strong> ''un PC su ogni scrivania' rappresenta perfettamente la miopia del gigante, che pensa alle vendite, alle licenze e non alle persone. Aggiornamenti inutili, nuove versioni incomprensibili, computer rallentati per far spazio a nuove funzioni che nessuno usa e per spingere le persone a comprare un PC nuovo. E sopra ogni cosa, una usability a livello bassissimo. Il libro di Leander sottolinea invece quello che la <a title="sito apple italiano" href="http://www.apple.com/it">Apple</a> sa far meglio. Il design, ma mica solo in senso estetico. Il design inteso come <strong>progettazione</strong> di un oggetto che fara' vivere all'utente un'esperienza nuova e soddisfacente. Apple si e' concentrata su questo. Tutti vedono la genialita' nel creare un mercato che non esisteva per tre prodotti (il personal computer, il lettore mp3 e lo smartphone) ma Apple e' un paradigma di una societa' che riesce a far soldi facendo anche contenta, produttiva e creativa la gente che ne acquista i prodotti.</p>
<p>Nel contesto di questo blog sul marketing digitale cosa c'entra questo? C'entra. L'esperienza dell'utente e' cio' su cui si basa l'efficacia del marketing. Cercare di capire cio' che c'e' nella testa degli utenti, o immaginare che cosa li colpira' piacevolmente è cio' che serve nella progettazione di una campagna. Pensare differente e' cio' che promuove l'innovazione, e la comunicazione online e' tutta basata sull'innovazione. E i metodi di lavoro di Apple sono un esempio per tutti.<br />
Cercate un PC Windows sulla scrivania di un'agenzia di pubblicita', se non ci credete.</p>
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		<title>Google+: un attacco a Facebook?</title>
		<link>http://www.primamedia.it/google-un-attacco-a-facebook/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=google-un-attacco-a-facebook</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 08:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenac</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social video marketing]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa Google ha reso visibile il suo nuovo social network Plus a un numero limitato di utenti. Sarà interessante capire quali saranno i nuovi meccanismi di relazione e funzionamento che introduce e capire quali opportunità offrirà per la comunicazione aziendale e non solo. Al momento il progetto è destinato alle persone che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/2011/07/google-plus-360-150x1501.jpg"><img class="size-full wp-image-632 alignleft" title="google-plus-360-150x150" src="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/2011/07/google-plus-360-150x1501.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Qualche giorno fa Google ha reso visibile il suo nuovo social network <a href="http://www.google.com/+/learnmore/">Plus </a>a  un numero limitato di utenti. Sarà interessante capire quali saranno i  nuovi meccanismi di  relazione e funzionamento che introduce e capire  quali opportunità  offrirà per la comunicazione aziendale e non solo. Al  momento il progetto è  destinato alle persone che hanno un profilo  Google e non alle aziende,  ma è già stata annunciata la prossima  apertura delle “Pagine” sul  modello Facebook. Il nuovo servizio sembra  avere, almeno ad un primo impatto, tutte le carte in regola per  rilanciare Google in campo sociale, dopo alcuni insuccessi registrati  negli anni scorsi. Prematuro dare giudizi, attendiamo fiduciosi test  approfonditi.<br />
<span id="more-625"></span><br />
Per saperne di più:</p>
<p><a href="http://gplusproject.appspot.com/static/it.html">http://gplusproject.appspot.com/static/it.html</a><br />
<a href="http://www.google.com/+/learnmore/">http://www.google.com/+/learnmore/</a><br />
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		<title>no, il tool noooo</title>
		<link>http://www.primamedia.it/no-il-tool-noooo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=no-il-tool-noooo</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 13:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione interna]]></category>
		<category><![CDATA[Digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[tool web]]></category>
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		<description><![CDATA[La proliferazione di tool in azienda e agenzia ha determinato una certa insofferenza. Ancora un'interfaccia da imparare? Altri report da leggere? Altri form da compilare? Insomma, quello che doveva essere uno strumento di automazione dei processi, di semplificazione delle attivita' lavorative, di facilitazione e valorizzazione del lavoro delle persone e' diventato a volte una notevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/5896507306_90f25ed005_m.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-620" title="tool rotti" src="http://www.primapagina.it/primamedia/wp-content/uploads/5896507306_90f25ed005_m-150x150.jpg" alt="" /></a><a href="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/5896507306_90f25ed005_m.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-620" title="tool rotti" src="http://www.primamedia.it/wp-content/uploads/5896507306_90f25ed005_m-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La proliferazione di tool in azienda e agenzia ha determinato una certa insofferenza. Ancora un'interfaccia da imparare? Altri report da leggere? Altri form da compilare? Insomma, quello che doveva essere uno strumento di automazione dei processi, di semplificazione delle attivita' lavorative, di facilitazione e valorizzazione del lavoro delle persone e' diventato a volte una notevole rogna.</p>
<p>Prendiamo i tool di reportistica web. O quelli di analisi della reputazione sui social media. Producono chili di informazioni, ma non le intepretano. Quindi il tool non fornisce nessuna valutazione, e anzi richiede un lavoro umanissimo. Il tool non ti dice qualcosa, ma richiede a te di dirla. Per questo un lavoro prezioso dell'agenzia puo' essere quello di fornire ai clienti una consulenza che comprenda la lettura dei dati, la loro interpretazione scartando tutto quello che si sa che al cliente non interessa, e fornendo un giudizio di valore e indicazioni sul da farsi. Sia chiaro: si deve prevedere un'assunzione di responsabilita'. Bisogna conoscere il cliente, e fornirgli un giudizio molto sintetico e molto interpretato, probabilmente non scientifico e non metodologico, ma molto pèiu' utile perche' va al sodo della questione, e semplifica in funzione di cio' che davvero serve all'azienda. Se il cliente obietta: perche' devo pagare per la fornitura di un'analisi della reputazione sui social media, o delle statistiche web, visto che le produce un software, dategli modo di provare i tool, e calcolare quanto tempo perde, e quanto si innervosisce di fronte a tutte le opzioni...</p>
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