Il SEO e’ ammalato, viva il passaparola
Pubblicato da Massimo
Riprendiamo volentieri il concetto base di questo articolo: 'Why SEO will be gone in 5-10 years': soon le opinioni degli utenti, e non il ranking Google, la prima preoccupazione di un'azienda che punta a vendere. Le decisioni d'acquisto nascono nei forum e nei blog, nel passaparola e nelle raccomandazioni, e se gli sforzi dedicati all'ottimizzazione per i motori di ricerca servono, serve forse di più' interagire e dialogare con i clienti che si esprimono sul web, e possono affossare o promuovere un prodotto o servizio.
Oggi succede che si digita qualcosa nel motore di ricerca per ottenere informazioni su prodotti. I siti ottimizzati escono in alto. Mai poi cosa succede? Si procede all’acquisto? No. Il passo successivo è guardare il parere degli utenti che emerge da blog, community, siti di domande e risposte. Ciò che l’utente ottiene è un quadro che gli permette di capire che il sito che esce più in alto sul motore spesso non è il migliore.
Freedata Labs, azienda specializzata in ricerche sui social media, grazie ad una minuziosa analisi di social intelligence ha monitorato le circa 800.000 conversazioni on line che i consumatori hanno effettuato dal 1 gennaio 2010 al 31 gennaio di quest’anno relativamente ai seguenti 13 tipi di prodotti: pannolini per bambini, shampoo, detersivi per lavatrici, yogurt, gelati, birra, vodka, jeans, abbigliamento intimo, borse, telefonia mobile, city car e assicurazioni. Il risultato? Una serie di dati che ci aiutano a mettere a fuoco una nuova dimensione del marketing denominata Talkability, ovvero la capacità di un brand di creare in rete contenuti che lo riguardino.
Dall’analisi effettuata, infatti, veniamo a conoscere alcuni degli aspetti chiave su cui concentrare maggiormente l’attenzione in futuro. Uno di questi è sicuramente il grado di popolarità dei canali utilizzati: veniamo così a scoprire che se per gli yogurt le fonti autorevoli sono rappresentate dai forum, per quanto riguarda la moda sono i blogger a dettare le nuove tendenze. Mentre per le assicurazioni il campo è completamente aperto, non esistendo a tutt’oggi un riferimento forte nel settore.
Per chi si occupa di marketing digitale, il settore in Italia può' offrire ancora spazi.
Dopo la generazione X e Y, è l’ora della Social Commerce Generation?
Pubblicato da Lorena

Una recente indagine della Nielsen afferma che oggi il 78 % dei consumatori, per i consigli d’acquisto, fa riferimento a recensioni presenti on line, mentre solo il 14 % è influnzato dalla pubblicità; questo dimostra che il mondo è cambiato e che siamo giunti nell’era del commercio sociale.
Alla base del commercio sociale c’è la concezione che la gente si fidi di ciò che dicono altre persone, questo vorrà dire che nel futuro, non saremo più noi a ricercare nuovi prodotti, ma saranno loro che ci troveranno per primi, senza compiere il minimo sforzo e sarà possibile grazie a quel telefono senza fili, attuabile in rete.
Fare Business con un Tweet!
Pubblicato da Lorena
Ottenere contatti e costruire il proprio business divenendo parte di social network come Twitter, rappresenta un concetto decisamente innovativo per le aziende di oggi.
Invece di chiedersi perché lo si dovrebbe utilizzare, la domanda giusta da porsi è: come può essere utile per raggiungere i vostri obiettivi di marketing? Ve ne proponiamo alcuni:
- essere collegati ad un network costituito da attori del vostro settore, per poter condividere ed esprimere la vostra posizione;
- poter avere accesso immediato a ciò che è stato detto circa la vostra organizzazione, le persone, i prodotti e il brand;
- proporre un flusso costante di idee, contenuti, link e suggerimenti relativi al business in cui operate;
- monitorare ciò che viene detto circa i vostri clienti per aiutarli a proteggere i loro marchi;
- promuovere i vostri prodotti e servizi.
Social games in espansione, addio console
Pubblicato da Anna
Da un recente studio americano effettuato da Information Solutions, e commissionato dalla start-up californiana Kabam, sempre più utenti dei social network utilizzano i cosiddetti "social games", a discapito dei tradizionali giochi da console.
Kabam ha infatti visto aumentare da 25 a più di 400 dipendenti nell'ultimo anno, tra i giochi più conosciuti e utilizzati ci sono Kingdoms of Camelot e Glory of Rome. Inoltre ha ottenuto 85 milioni di dollari da diversi finanziatori per creare ulteriori giochi sociali.
Timeline: La nuova App di Facebook che piace agli hacker
Pubblicato da Anna
"La storia della vostra vita" così ha definito Mark Zuckerberg la nuova applicazione di Facebook, Timeline, disponibile da poche settimane sul noto social network.
Ma secondo Sophos, esperti di sicurezza web, "Tutte le informazioni sono certamente già presenti in Facebook, ma ora non lo sono in un formato così facile e accessibile", e sembra essersene accorto anche Zuckerberg, dato che casualmente è stato disabilitata la possibilità di lasciare un commento nella pagina del video su YouTube.
Google+: un attacco a Facebook?
Pubblicato da elenac
Qualche giorno fa Google ha reso visibile il suo nuovo social network Plus a un numero limitato di utenti. Sarà interessante capire quali saranno i nuovi meccanismi di relazione e funzionamento che introduce e capire quali opportunità offrirà per la comunicazione aziendale e non solo. Al momento il progetto è destinato alle persone che hanno un profilo Google e non alle aziende, ma è già stata annunciata la prossima apertura delle “Pagine” sul modello Facebook. Il nuovo servizio sembra avere, almeno ad un primo impatto, tutte le carte in regola per rilanciare Google in campo sociale, dopo alcuni insuccessi registrati negli anni scorsi. Prematuro dare giudizi, attendiamo fiduciosi test approfonditi.
BtoB: aziende asociali?
Pubblicato da Massimo
Se l'azienda e' BtoB, qual e' il principale ostacolo all'uso dei social media in ambito marketing? La disabitudine a parlare. Avendo come interlocutori i decision maker aziendali, il dipartimento marketing non e' abituato ne' al colloquio ne' al tono colloquiale. In altre parole:
- alle aziende B2B mancano le risorse per interagire, ovvero attivare la famosa conversazione (chi ha tempo di rispondere ai commenti sui forum? Quale product manager si fa carico di postare sul blog aziendale?)
- alle aziende B2B manca esperienza nel 'tone of voice' richiesto dai social media. Sintetico, fresco, sincero, aperto, ecco il tono da tenere, proprio quello che il business to business non ha mai usato. Servira' tempo, quindi, prima che ci sia un empowerment e una consapevolezza che consentano di usare i nuovi media conversazionali in modo efficace. Nel frattempo, si sperimenta (con scarso successo).
- alle aziende BtoB manca il coraggio di dar voce ai clienti. Sono meno abituate del consumer ad ascoltare. Ecco quindi una modesta proposta: iniziare da qui. Creare uno spazio dedicato agli utenti finali. Nel caso dei decisori aziendali, gente poco abituata a vedere pubblicate le proprie idee. Magari, addirittura sollecitando il loro intervento. In altre parole, mini case history, citazioni, interviste da postare su uno spazio web aperto, rischiando poco, ma aprendo un primo canale.
Libri che pesano: un etto di marketing
Pubblicato da Massimo
UN ETTO DI MARKETING (E’ UN ETTO E MEZZO, LASCIO?)
Da Facebook a Twitter, tutto il web che serve, spiegato con la lingua di tutti i giorni
di Massimo Carraro (Alpha Test, Milano 2010). Nostra recensione.
(magari dire recensione e' eccessivo. Diciamo 'nostro commento'). Il libro vale parecchio per la creativita' del titolo, meno per i contenuti. Ci ha lasciati perplessi:
- la confusione organizzativa. Gli argomenti sono trattati in articoletti che sembrano post di un blog, ovvero sintetici, veloci, sconnessi da un discorso piu' completo
- la confusione sul tipo di lettore. A chi si rivolge questo testo? Per uno del settore, decisamente tutto gia' sentito. Per uno non del settore, manca invece una costruzione logica del discorso, che parta dalle basi del digital marketing per entrare poi un po' di piu' nel merito
- la confusione degli argomenti. Di che si parla qui? Digital marketing, social media marketing, corporate blogging? Sembrerebbe soprattutto un libro sui blog per le aziende (di cui non si sentiva molto il bisogno).
Pollice verso quindi. Si salvano alcune parti perche' si capisce che chi lo ha scritto ha delle informazioni che non tutti avevano, e c'e' sempre qualcosa da imparare....
Yammer: il sociale arriva in azienda
Pubblicato da francesco
Yammer è un social network con funzionalità simili a quelle di Facebook, ma il valore aggiunto di questo software è quello di permettere l'interazione tra un numero limitato di partecipanti, come ad esempio i colleghi di lavoro o persone che fanno parte di un progetto specifico.
Yammer è già utilizzato da numerose e importanti realtà aziendali.
Recentemente è stata sviluppata una versione del software sui più importanti sistemi operativi mobile (iOS, Android, BlackBerry e Windows Mobile). L'applicazione è gratis e permette in maniera molto intuitiva di leggere e commentare tutti i feed aggiunti dai propri colleghi, aggiungere nuovi post, accedere ai messaggi privati e approvare post e commenti grazie all'ormai famoso pulsante "Mi piace".
social media saturi
Pubblicato da Massimo
Dal rapporto dell'osservatorio di ricerca newyorchese eMarketer apprendiamo che metà degli utenti americani entra regolarmente nel sito di Zuckerberg ma che la crescita va rallentando: nel 2011 la comunità crescerà negli Usa del 13,4 per cento. Un rallentamento notevolissimo rispetto all'anno passato (più 38,6%) e al 2009 (più 90,3%). I social network hanno raggiunto la saturazione - nel 2013 Facebook attirerà soltanto un più 6,1 per cento di nuovi utenti; gli user americani arriveranno a 152,1 milioni. A quel punto più della metà della popolazione sarà presente sul social network. Anche Twitter sembra crescere meno, secondo il rapporto.

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