Prima Media
3ott/110

iPhone amore mio…

Pubblicato da Anna

Una recentissima ricerca  effettuata da Martin Lindstrom del The  New York Times definisce l'attaccamento del possessore di iPhone al suo iPhone come vero amore, un amore con la A maiuscola.

Il quotidiano definisce la devozione del consumatore  non come una dipendenza, ma piuttosto come uno dei rapporti personali più cari: l'Amore, tanto che persone che lasciano accidentalmente a casa il proprio iPhone dichiarano di sentirsi stressati e tagliati fuori. Poi ci sono quelli che sentono una vibrazione inesistente (vibrazione fantasma) o chi continua a maneggiare il telefono credendo che stia arrivando un messaggio.

12lug/110

nella testa di un genio

Pubblicato da Massimo

Dopo una pessima biografia italiana, (''Giu' le mani dal guru'') ecco un'altra biografia non autorizzata del geniale, dispotico e mitico Steve Jobs. Scritta un paio di anni fa da Kahney Leander ed edita da Sperling & Kupfer, ha il solito difetto di esaltare la figura carismatica e unica al mondo del fondatore di Apple e Pixar e la storia ineguagliabile del Macintosh (e poi di Ipod e Iphone, insomma gli oggetti tecnologici che hanno rivoluzionato gli ultimi trent'anni di storia).

Non racconteremo i contenuti del libro, abbastanza ben scritto e comunque interessante - anche se un po' ripetitivo in alcune parti - ma ci colpisce trovare un riscontro ad una sensazione che aleggia da tempo nell'aria. E che non riguarda solo la questione se sia meglio Apple o Microsoft, a livello di sistema operativo, dal punto di vista dell'utente. Riguarda piuttosto la filosofia che differenzia il detentore dell'86 percento del mercato da quello che ha l'8 percento  (dati Wikipedia). E il fatto che la mentalita' di Microsoft, unita alla discrezionalita' del monopolista, ha creato una distorsione dell'innovazione e un ostacolo alla vita di tutti noi.

13giu/110

Agenda Digitale, ritardo madornale

Pubblicato da Massimo

logo agenda digitaleSono arrivati a oltre 22000 i sottoscrittori dell'appello Agenda Digitale. Si tratta di un'iniziativa che mira a richiamare l'attenzione sul nostro ritardo infrastrutturale e culturale rispetto alle principali economie nell'uso delle tecnologie digitali. Ci sono economie che in tempo di crisi - e di competizione con paesi dove il costo della manodopera e' basso - investono in ricerca, sviluppo, tecnologie e formazione. E paesi come il nostro. Ecco i dati inquietanti riportati dal sito Agenda Digitale:

  • La “internet economy” mondiale supera i 10.000 miliardi di dollari. (fonte NSTIC)
  • Il Commissario per la Società dell’Informazione della Commissione Europea, Neelie Kroes, considera l’agenda digitale elemento base della sostenibilità socieconomica
  • Nel Regno Unito vale già oggi il 7,2% del PIL, più del settore sanitario, e il governo ha sviluppato il piano “Digital Britain” per garantire alla Gran Bretagna un futuro tra le maggiori economie del sapere digitale.
  • Il governo tedesco ha un redatto il progetto “Digital Deutschland 2015”, nel quale, tra le altre cose, si stima che la banda ultralarga genererà 1 milione di nuovi posti di lavoro in Europa.
  • In Francia il Presidente Sarkozy ha assegnato allo sviluppo delle infrastrutture ICT 4,5 miliardi di euro, 500 milioni in più di quanto raccomandato dal rapporto strategico “Investir pour l’avenir”.
  • La Spagna si è data come obiettivo di investire in innovazione il 4% del PIL per il 2015.

 

La spesa informatica del nostro Paese è lontana dal resto del mondo e le distanze si stanno ampliando: mentre solo nel 2001 da noi si investiva più della media mondiale, ora siamo a 109 punti contro 245 (fonte: dati 2010 Assinform/Netconsulting). Del resto essere governati da uno che vede Internet come un concorrente delle televisioni di cui e' proprietario non e' un buon punto di partenza, cui va aggiunta l'eta' avanzatissima della maggior parte dei nostri politici, e una cultura organizzativa e dell'innovazione bassa (a parte i casi delle PMI piu' dinamiche).

Sul sito di Agenda Digitale e' possibile sottoscrivere l'appello.

7giu/110

PowerPoint, questo conosciuto

Pubblicato da Massimo

powerpoint uccideCome rilevato da molti (ad esempio, Loredana Niculae sul suo blog) le presentazioni PowerPoint annoiano molti e convincono pochi. Allora perche' si riproducono come un virus?

Elenchiamo prima i benefici di uno slideshow: se si usano le presentazioni, dei buoni motivi ci sono.

- sintesi
- maggior chiarezza del messaggio attraverso schematizzazione e semplificazione
- supporto alla comunicazione verbale per l'oratore, ma anche per il pubblico
- uso di grafica, e a volte multimedialita', a supporto del testo

Cio' e' vero se si rispettano i criteri con cui una presentazione dovrebbe essere fatta:

- massimo 15 slide
- massimo 3-4 punti per slide
- massimo 3-5 parole per punto
- grafica (diagrammi e foto) a supporto del testo
- non piu' di venti minuti per l'intera presentazione
- non ha senso stampare e distribuire la presentazione: e' come consegnare l'indice di un libro: manca il libro!

State pensando che nessuno rispetta questi criteri? Avete ragione. Per questo motivo la maggior parte delle presentazioni sono tempo sprecato per chi le fa, e una fatica aggiuntiva per chi deve seguirle (oltre ad ascoltare l'oratore).

28mag/110

La lista dei migliori blog B2B in lingua inglese

Pubblicato da Massimo

i migliori blog in lingua ingleseGrazie al lavoro di Proteus, e ai contributi di centinaia di persone, e' stata creata una lista di blog del marketing btob parziale, arbitraria, collettiva e continuamente in aggiornamento: proprio quello che ci vuole. La riproponiamo qui.

Blog Title Summary Category Author(s)
1to1Media Customer strategy articles, trends and best practices General 1to1Media
A Sales Compass Where B2B sales professionals share sales tips and improve their skills Sales Susan A. Enns
A Wider Net Inside views on fresh new marketing technology General
Various
About Leads Lead sources, sales techniques, nurturing, online marketing Lead Management BuyerZone
Achieve Market Leadership A how-to for growing your business General Glenn Gow
Acquiring Minds Robert Lesser blogs about lead generation Lead Management Robert Lesser
Advanced Marketing Collateral Content marketing for business intelligence solution providers Content Marketing Terri Rylander
28mag/110

Dannazione, e’ B2B

Pubblicato da Massimo

credit: AWKWORDrap

B2B, Business to Business, BtoB, chiamatelo come vi pare, e soffrite. Perche' il marketing B2B pare il fratello povero del marketing consumer, anche se non e' proprio cosi'. Anche se pochi lo ammettono. Anche se si fa finta di niente. Allora, per parlare franco, e' vero che:
- l'azienda business to business ha meno risorse dedicate al marketing (le risorse vanno nel personale commerciale, informatori medico-scientifici, supporto pre e post vendita, CRM, etc)
- il prodotto business to business non viene comprato sulla base dell'immagine, ma della sostanza (per un profumo e' vero l'esatto opposto) e quindi serve poca creativita'
- il cliente business to business e' un manager che ha funzioni di decisore aziendale, e acquista in questa veste: non esattamente uno che si puo' convincere con il guerrilla marketing

Da queste cose che gia' sapete, discende che:
- raccontare i vostri amici e parenti che vi occupate di comunicazione, pubblicita' e marketing ma non nel modo che pensano loro e' sempre faticoso
- aggiornarsi professionalmente e' sempre faticoso (ai convegni e ai corsi si parla quasi sempre di mercati consumer)
- moderare l'entusiasmo dei clienti per le nuove tecniche di digital marketing (spesso insensate nel BtoB) e' faticoso

Chi trova un forum o blog sul digital marketing B2B in italiano, ce lo segnali! Lo linkeremo e leggeremo con costanza. Salutiamo i colleghi del consumer, fortunati a potersi concedere di giocare con la fantasia (ma saprebbero misurarsi con il BtoB?)

 

27mag/110

Siamo andati al forum e…

Pubblicato da francesco

icona fdm(dal Forum Digital Media) 25 maggio 2011

In una sala gremita all’inverosimile (convegno iniziato in ritardo per permettere agli organizzatori di trovare una sala supplementare per gli iscritti dell’ultima ora – toccate le 1000 iscrizioni), si è svolto presso la sede de “Il Sole 24 ore” il primo Forum Digital Media.

Esperti aziendali del segmento digital, professori universitari, e figure manageriali di note realtà industriali italiane, si sono succeduti a rotazione sul palco, in tavole rotonde moderate da giornalisti del noto quotidiano economico/finanziario milanese. Al pubblico è stata data la possibilità di interagire col palco, attraverso Twitter – unico neo, il fatto che nessuno sia stato talmente social e 2.0 da predisporre una rete free alla quale allacciarsi per mandare i cinguettii sul palco.

Il pubblico, in maggior parte giovane, ha potuto beneficiare di interventi abbastanza sintetici e precisi, che, a mio modo di vedere, non hanno offerto un particolare valore aggiunto, considerata quella che può essere l’esperienza media di un operatore del settore.

Cosa è importante nel digital media? Alla base di tutto c’è un’idea, poi ci deve essere la disponibilità dell’azienda e mettere in atto questa idea. Poi ci deve essere qualcuno dalla parte opposta della barricata, in grado di recepire il messaggio che questa idea vuole mandare. Ma un’azienda per mandare un messaggio che sia compreso nella sua essenza, deve conoscere il suo pubblico – allora è necessario agire sui dati offerti dai tool di analisi e su questi calibrare le campagne – che richiedono continuità, perseveranza, che devono appoggiarsi su tecnologie. E queste tecnologie oggi possono anche essere offerte al di fuori dell’azienda, anzi, a quanto pare, il cloud è meglio dell’outsourcing.

La sensazione, almeno per ora, è che il Digital media sia qualcosa che affascina, ma che la stragrande maggioranza non comprende appieno. Per fare un paragone, è come accostarsi al vino, capendone poco o nulla, solo perché va di moda.

27mag/110

Reputazione qui, reputazione la’

Pubblicato da Massimo

foto tool reputation radian 6

tool reputation radian 6

Questa volta chiediamo noi un parere ad altri esperti. I tool di social media reputation, che traccano la presenza di citazioni del brand o del prodotto monitorando quindi la presenza web in modo automatico, sono tool in lingua inglese, fatti da americani o comunque stranieri. Nelle descrizioni dei tool non specificano su quante fonti italiane il loro strumento operi. Dato che i nostri clienti sono filiali italiane di multinazionali, e a noi interessa solo il mercato italiano (agli altri ci pensa la casa madre) l'obiettivo e' monitorare e analizzare *solo* i forum, blog, social media e siti in italiano. Degli altri non ci frega niente. Penso che sia così anche per molti di voi. Ebbene, perchè sembra così difficile capire l'affidabilita' di questi tool IN RELAZIONE ALLA LINGUA/PAESE di interesse? Segnaliamo qui sotto articoli on line di confronto tra i vari tool, nei quali purtroppo questo 'piccolo' dettaglio non e' presente, e ci appelliamo alla benevolenza di uno smanettone della reputation: quale tool copre il maggior numero di fonti on line ITALIANE?

(italiano, ottimo) Social media italia: Social Media monitoring
(italiano, ottimo) Monitorare i Social Media: gli strumenti indispensabili per l’ascolto.
(english) Top 20 social media monitoring vendors for business
(english) 9 Professional Social Media Monitoring & Reputation Management Tools

Segnaliamo due tool italiani (che come tali si presume lavorino bene sulle fonti italiane). Quello di Img Internet (da noi non testato, ma conosciamo l'agenzia per la serieta'). E quello di Extrapola, denominato Nextra, testato dal nostro ufficio stampa.

Ringraziamo in anticipo chiunque commenti, soprattutto se aggiunge l'informazione mancante: un bel tool che dia garanzie di lavorare sui social/siti italiani

24feb/110

se e’ smart, crescera’

Pubblicato da Massimo

    iphone imageEcco le ultime, impressionanti statistiche sulla crescita dei cellulari di ultima generazione, che hanno da poco sorpassato le vendite di PC e si propongono come il mezzo digitale per eccellenza dei prossimi anni.

    • Secondo Nielsen (report) gli smartphone diventeranno la maggioranza dei telefoni prima della fine del 2011.
    • Secondo Gartner (report) gli smartphone hanno mostrato una crescita nelle vendite del 72.1% tra 2009 e 2010.
    • Secondo IDC (report) la percentuale suddetta e' del 74% (una sostanziale conferma).
    • Secondo Coda Research Consultancy (report) nel periodo 2010-2015 l'uso di Internet via smartphone aumentera' di cinquanta volte.

Dopo che Nokia ha gettato la spugna rinunciando ad un ambiente proprio ed adottando quello di Microsoft, il rush finale per vedere chi sara' il killer OS vede impegnate Apple, Microsoft e Google. In Italia un anno fa i sottoscrittori di abbonamenti con Smartphone erano 15 milioni (fonte Comscore Mobilens), record europeo. Come si sa, in Italia il cellulare va forte, sia smart che non. Con la liberalizzazione del wi-fi (ovvero la possibilita' di connettersi ad un hot spot senza doversi registrare, penoso obbligo di legge da poco abrogata) e altri fattori (offerte degli operatori che facilitano l'adozione dei cellulari piu' innovativi) potremmo diventare una country innovativa almeno dal punti di vista dell'uso delle tecnologie.

27feb/100

Il destino del graphic designer di siti

Pubblicato da Massimo

Sito template monsterGrazia Neri, Image Bank, Laura Ronchi, Photonica: i loro cataloghi sono ancora li', a pesare sulla libreria Billy e a prendere polvere. Chi ha lavorato nella grafica li conosce tutti (e ricorda amche molte foto). L'avvento di Photodisc prima (foto a prezzi inferiori su DVD e poi su web) e degli attuali Istockphoto e Dreamstime ha messo in difficoltà le agenzie foto tradizionali, e nel tempo farà sparire quelle che non si sono rivoluzionate. Insomma la foto a bassissimo prezzo, e con il vantaggio aggiuntivo di cercarla tramite motore di ricerca sofisticato e scaricarla subito ha creato un nuovo modello di business e di utilizzo della foto.